Guerra al transgenico

In piena era tecnologica e scientifica oggi nessuna innovazione suscita più incredulità e stupore tanto che ogni scoperta è propagandata senza alcuna ridondanza o sensazionalità dagli organi di informazione di massa. Recentemente il biologo Francesco Sala ha lanciato un grido d'allarme preoccupato per la sopravvivenza di alcune comuni specie vegetali, attaccate da virus e difetti genetici, consigliandone il ricorso al transgenico, per evitare la loro estinzione. Fra le piante compromesse alcune appartengono alla nostra cultura agro-alimentare, in particolare il prezioso pomodoro Sammarzano, la cui produzione ha subìto un calo notevole, ma anche alcune varietà di vitigni e gli uliveti, pertanto, consiglia di orientarsi sulle soluzioni additate dalla scienza per cancellare i fattori di precarietà, ossia, far uso dei geni per rinforzarne la difesa. In molte aree geografiche, dove alcune colture erano a rischio, il ricorso agli OGM, infatti, ha salvato la produzione di soia, riso, cotone, canna da zucchero, per citare i più compromessi. Resta il problema se i prodotti transgenici abbiano ripercussioni sullo stato di salute del consumatore, ma la scienza ha dato rassicurazioni in virtù di infiniti controlli, dei campi d'indagine e di sperimentazione effettuati. I ricercatori hanno appurato che la modifica genetica della pianta non intacca la genuinità o le proprietà organolettiche dei prodotti coltivati, che reputano più sicuri degli altri. Nonostante ciò il campo dà adito a svariate incertezze, pertanto, in attesa di risultati più concreti, a tutti si consiglia una certa cautela. In Italia alcune grandi industrie alimentari, pur avendo bandito il transgenico, ancora oggi non danno indicazioni chiare nelle loro etichette che i prodotti utilizzati siano esenti da OGM. E' chiaro che in gioco ci sono smisurati interessi economici e il futuro dell'agricoltura, non solo la salvaguardia di alcune piante a rischio mediante l'innovazione tecnologica e scientifica. Ai consumatori occorrono, invece, risposte certe e immediate, pertanto, pur non desiderando veder soccombere le tradizionali colture intaccate dai virus, vogliono sapere se i prodotti geneticamente modificati sono biologici, per poter annullare definitivamente quelle resistenze che finora hanno ostacolato lo sviluppo e l'uso del transgenico.
Pugliese Giovanni