L'inviato RAI Corradino Mineo
La gente che vive lontano dalla realtà dei grandi agglomerati si porta addosso quegli stereotipi surreali che i mass-media concorrono ad avvolgere in aloni di mistero. Capita talvolta che la storia di qualche personaggio di spicco abbia origine da uno sperduto paese del Sud, da cui si crede impensabile rincorrere un sogno. Così è stato sicuramente per Corradino Mineo, per anni inviato speciale a Parigi ed attualmente corrispondente Rai da New York. Nato nel 1950, ha vissuto la sua infanzia a Partanna presso i nonni Francesca Alagna e Ferdinando Emanuele insieme ai fratelli Sergio e Manlio e alla madre Antonietta, docente di Matematica presso il locale istituto Magistrale. Il padre Massimo rimarrà a Palermo, titolare della cattedra di Geodesia alla facoltà universitaria di Matematica. Abitavano in via Garibaldi dove conducevano una vita schiva e riservata. Il futuro giornalista vi rimarrà fino al conseguimento della licenza elementare, allievo del maestro Giuseppe Giardina. Per poter delineare i tratti peculiari di Corradino Mineo del periodo partannese, un contributo fattivo è il ricordo degli amici e compagni d'infanzia, soprattutto del prof. Vito Zarzana, attuale presidente della locale sezione Archeoclub. Racconta che Corradino usciva raramente di casa, pertanto, la sua abitazione era frequentata da un ristretto numero di ragazzi sia per motivi di studio che per trascorrere insieme le ore nella spensierata allegria dei giochi di un tempo. Emerge la figura di un ragazzo intraprendente e sicuro, che tendeva a ricavarsi un ruolo da leader, sia a scuola che con gli amici. Nel chiuso delle pareti di casa trascorrevano serenamente le ore del pomeriggio, quasi sempre inscenando interminabili conflitti con i soldatini, per passare successivamente ai vari giochi di società. Corradino, pur essendo d'indole riservata, caratterialmente era molto alla mano e faceva denotare un'intelligenza aperta e poliedrica che gli consentiva ogni volta di trovare idonee soluzioni agli svariati problemi. Anche se poco più che un bambino, leggeva molto e testi di ogni genere, compresi i gialli che gli portava il padre dal capoluogo. Lasciata Partanna all'età di 10 anni, proseguirà gli studi a Palermo dove conseguirà prima la laurea in Filosofia e poi quella in Giornalismo, che gli consentirà di intraprendere la carriera di giornalista al quotidiano "Il Manifesto" e successivamente di entrare alla redazione del TG3 presso la Rai di Torino. Oggi sono lontani gli anni degli innocenti giochi della sua Partanna quando era di moda imitare indifferentemente i cow boys del Far West o i protagonisti del vecchio Musichiere di Mario Riva. Nessuno, però, fra coloro che lo hanno conosciuto ha dimenticato quell'intensa amicizia con Corradino, un ragazzo cortese e volitivo, la cui storia, anche se marginalmente, è partita da un lontano e ignoto paese del Meridione d'Italia.
Pietro Randazzo